Oleoturismo in Puglia: Realtà, incubo o fantasia?

Oleoturismo in Puglia: Realtà, incubo o fantasia? di Maria Teresa Pellegrino Quando si parla di valorizzazione del territorio, le istituzioni non perdono mai l’occasione per organizzare convegni in grande stile, sventolare nuove leggi regionali e fregiarsi di titoli ad effetto. Ma cosa succede quando dalla passerella politica si passa alla realtà quotidiana di chi la terra la lavora davvero? A mettere a nudo il re è Maria Teresa Pellegrino, responsabile incoming della Azienda Pellegrino 1890, che ha voluto portare una dose di cruda realtà al recente importante convegno organizzato da Strada dell’Olio Castel del Monte sul tema della Legge Regionale sull’Oleoturismo (L.R. 9/2025). Mentre sul palco si parlava di “opportunità per il territorio, sfide da affrontare e futuro da costruire”, la realtà vissuta dalle aziende olearie racconta tutta un’altra storia: incongruenze, cortocircuiti burocratici e totale assenza di supporto concreto. La farsa dei requisiti: da un lato si stringe, dall’altro si regala. La prima grande contraddizione riguarda la tanto decantata “qualità” dell’offerta turistica. Nei meeting ufficiali, i funzionari della Regione Puglia e delle Città dell’Olio hanno sempre ribadito un concetto con estrema rigidità: non ci si improvvisa aziende oleoturistiche. Per presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e diventare ufficialmente un’azienda oleoturistica, la legge esige competenze specifiche e rigorosamente certificate. Peccato che poi la mano destra della Regione non sappia cosa fa la sinistra. A febbraio, su sollecitazione della stessa Regione Puglia, Slow Food invia una mail ai produttori invitandoli ad iscriversi al portale ufficiale PUGLIA EVO WORLD. Tra le domande di adesione figura la seguente: “Fate oleoturismo / degustazioni in azienda?”. Naturalmente, il 100% delle aziende risponde di sì. Risultato? Nel portale ufficiale regionale, tutti sono diventati magicamente “aziende oleoturistiche” senza che venisse verificato alcun requisito o competenza. Un cortocircuito grottesco: da un lato la Regione restringe i paletti formali e si lamenta perché gli iscritti al registro ufficiale dell’Oleoturismo sono ancora troppo pochi (tanto da non aver ancora creato un albo reale); dall’altro regala l’etichetta di “azienda oleoturistica” a chiunque compili un form online. A cosa serve fissare paletti rigidi se poi si trasforma tutto in una vetrina di facciata? I bandi per il turismo? Per i produttori d’olio noi semplicemente non esistiamo Fare l’olio è il nostro mestiere e lo sappiamo fare bene. Ma strutturare un’offerta turistica è un’altra cosa: servono competenze, consulenze strategiche, strumenti di prenotazione digitale e investimenti mirati. Proprio in questo periodo Unioncamere Puglia ha pubblicato bandi estremamente interessanti nati proprio per finanziare consulenze turistiche e digitalizzazione. Un’opportunità irrinunciabile per chi vuole fare il salto di qualità? Sbagliato. Le aziende olearie non possono partecipare a questi bandi perché sprovviste del codice ATECO richiesto (concesso invece, ad esempio, agli agriturismi). Nonostante i report di settore (come quelli curati dalla dottoressa Garibaldi) confermino una domanda costante da parte dei turisti di vivere esperienze nelle aziende agricole, per le istituzioni regionali i produttori di olio che vogliono fare turismo semplicemente non esistono. Due stagioni perse e zero visione per il futuro La verità è amareggiante: abbiamo già perso due stagioni turistiche. I turisti arrivano nelle nostre aziende, certo, ma solo grazie agli sforzi individuali dei singoli produttori e al caso: visitatori che si trovano nei paraggi, chiedono di entrare, acquistano e se ne vanno. Questo non è “sviluppo turistico integrato“, è solo gestione improvvisata della domanda a nostre spese. La sensazione è che la Legge Regionale sull’Oleoturismo sia servita unicamente come un ennesimo fiore all’occhiello da esibire per qualche esponente politico, senza produrre alcuna ricaduta reale sul territorio. Mentre le aziende sono costrette a concentrarsi su altro per sopravvivere, all’orizzonte non si vede alcuna visione strategica. Se alla Regione Puglia interessa davvero il futuro del nostro territorio, è tempo che smetta di organizzare convegni e inizi finalmente ad ascoltare chi l’oleoturismo cerca di farlo ogni giorno, nonostante le istituzioni. P.S. il portale Puglia Evo World funziona malissimo HOME PAGE BLOG

PELLEGRINO 1890 srl

P.IVA: 07911550726
REA: BA – 590680

TEL: 0883 569770

Edit by Pellegrino 1890 Srl

Spedizione gratuita per ordini superiori a € 100.00