L’IA come compagna di viaggio

Intelligenze al femminile nell’IA: la storia di Maria Teresa Pellegrino Per Maria Teresa Pellegrino, imprenditrice olearia di Andria e titolare dell’azienda familiare Pellegrino 1890 srl, innovare non significa abbandonare la tradizione, ma trovare nuovi strumenti per valorizzarla. di Fondazione Mondo Digitale È con questo spirito che ha partecipato al progetto Intelligenze al femminile nell’IA: competenze per imprenditrici e professioniste, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS e finanziato dal Centre for Public Impact nell’ambito del Google.org AI Opportunity Fund [leggi la notizia Una comunità che aiuta le donne]. A distanza di alcuni mesi dalla conclusione del percorso formativo, Maria Teresa continua a usare quotidianamente le competenze acquisite grazie al corso Google AI Essentials, trasformando l’intelligenza artificiale in uno strumento concreto a supporto della sua attività imprenditoriale. Un percorso di apprendimento che continua La curiosità verso l’innovazione accompagna Maria Teresa da molti anni. Il suo percorso di formazione digitale è iniziato nel 2016 proprio grazie alle iniziative promosse da Google in collaborazione con il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Bari. Da allora ha continuato ad aggiornarsi, seguendo l’evoluzione degli strumenti digitali e cogliendo le opportunità offerte dalla formazione. “Mi sono sempre trovata bene. Mi piace il fatto che propongano strumenti accessibili, spiegati in modo semplice. Non ho mai avuto la sensazione che fossero cose troppo complicate o lontane dalla mia realtà”. Quando ha scoperto il progetto “Intelligenze al femminile nell’IA: competenze per imprenditrici e professioniste”, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, ha deciso di partecipare senza esitazioni. “Ho trovato il corso facilissimo, divertente e molto utile”. Tra i principali benefici che Maria Teresa riconosce all’utilizzo dell’intelligenza artificiale c’è la possibilità di lavorare con maggiore autonomia. Uno degli esempi più significativi riguarda l’organizzazione di un evento aziendale. Grazie a Google Gemini, è riuscita a progettare il programma in pochissimo tempo. “Mi è bastato chiedere supporto all’intelligenza artificiale e in cinque minuti avevo già una struttura completa. L’evento è stato un successo enorme”. L’IA è diventata anche uno strumento quotidiano per la comunicazione della sua azienda. Oggi Maria Teresa gestisce in autonomia molte attività di marketing che in passato avrebbe affidato all’esterno. “Non mi rivolgo a un’agenzia di comunicazione da un’infinità di tempo perché lo faccio meglio io”. Un risultato che si traduce non solo in un risparmio economico, ma anche nella possibilità di controllare direttamente il racconto del proprio brand e dei valori che rappresenta. Uno degli usi più frequenti dell’intelligenza artificiale riguarda la revisione dei contenuti destinati ai social media, alle fiere e ai materiali promozionali. Nel tempo Maria Teresa ha definito per la sua azienda due archetipi di riferimento, il Ribelle e l’Angelo Custode, e usa Gemini per verificare che ogni testo sia coerente con questa identità. “Quando scrivo qualcosa, faccio sempre una verifica. Voglio che la comunicazione mantenga la stessa personalità in ogni contesto”. L’efficacia di questo lavoro è stata riconosciuta anche da professionisti del settore. Durante una fiera a Milano, diversi esperti di comunicazione si sono complimentati con lei per la coerenza e l’organicità dei contenuti aziendali. Un nuovo progetto tra tradizione e innovazione L’attenzione di Maria Teresa per la comunicazione e la valorizzazione del territorio si riflette anche in un progetto a cui sta lavorando da tempo: un libro di ricette dedicato all’olio e alle sue molteplici applicazioni in cucina. La pubblicazione, prevista entro la fine dell’anno, nasce dalla collaborazione con ristoratori e appassionati e ha l’obiettivo di raccontare il prodotto attraverso le esperienze e la cultura gastronomica del territorio. Per la stesura dei contenuti Maria Teresa ha scelto di affidarsi principalmente alla propria esperienza e alle persone coinvolte nel progetto. Ma non esclude che l’intelligenza artificiale possa avere un ruolo nelle fasi successive. “Per scrivere il libro non ho usato l’intelligenza artificiale. Però quando arriverà il momento di promuoverlo, mi darà sicuramente una mano”.Anche in questo caso, l’IA viene vista come uno strumento di supporto, da utilizzare quando serve, senza sostituire la creatività, le competenze e le relazioni che stanno alla base del progetto. Oltre i testi: esplorare nuove opportunità dell’IA Oggi Maria Teresa utilizza Google Gemini soprattutto per la scrittura e la revisione dei contenuti della sua azienda. Nel tempo ha costruito un dialogo efficace con lo strumento, che conosce già il tono di voce del brand e i riferimenti che guidano la comunicazione aziendale. Proprio per questo sente di essere pronta a fare un passo in più. “Con i testi ormai mi trovo molto bene. Mi piacerebbe frequentare un nuovo corso per capire quante altre opportunità offre l’intelligenza artificiale generativa”. Tra gli aspetti che vorrebbe approfondire ci sono anche le immagini generate dall’intelligenza artificiale. Non tanto perché le utilizzi già nel suo lavoro, quanto perché considera importante comprenderne potenzialità e limiti. In un contesto in cui contenuti sintetici e immagini realistiche sono sempre più diffusi, sviluppare la capacità di riconoscerli rappresenta una competenza sempre più importante. “Nel lavoro serve per capire quello che ti viene proposto e per non essere presi in giro. Ma vale anche nella vita privata: bisogna imparare a riconoscere ciò che è reale e ciò che non lo è”. Per questo continua a guardare con interesse a nuove opportunità formative che le permettano di comprendere meglio l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e i suoi possibili utilizzi. Una compagna di viaggio per il futuro Nata negli anni Sessanta, Maria Teresa osserva l’intelligenza artificiale con la prospettiva di chi ha attraversato diverse rivoluzioni tecnologiche. Ha visto arrivare il telefono nelle case, poi il computer, Internet e gli smartphone. Per questo guarda all’IA senza particolari timori. “Siamo passati da un mondo senza telefoni cellulari all’intelligenza artificiale. Perché dovremmo averne paura?”Per Maria Teresa, ogni innovazione porta con sé dubbi e resistenze iniziali. La differenza, però, la fanno la conoscenza e la capacità di sperimentare. È questo il valore che riconosce alla formazione: offrire gli strumenti per comprendere il cambiamento invece di subirlo.Oggi considera l’IA una risorsa che le permette di lavorare con maggiore autonomia e consapevolezza, senza sostituire la sua esperienza o il suo giudizio. “Per me è una compagna di viaggio. Mi aiuta, mi supporta, ma resto sempre io a decidere”. HOME PAGE BLOG
Slow Food Terra Madre Tropea

È stato un bellissimo appuntamento Quello organizzato da Slow Food Per l’Anteprima di Terramadre. È stato un interessantissimo appuntamento e molto ben organizzato, Quello proposto da 𝗦𝗹𝗼𝘄 𝗙𝗼𝗼𝗱 𝗣𝗲𝗿 𝗹’𝗔𝗻𝘁𝗲𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮𝗺𝗮𝗱𝗿𝗲. Un’occasione di incontro Tra produttori E 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 Che visitavano 𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗹𝗲𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮. L’interesse verso la nostra Unicità come territorio Ci ha riempito il cuore. 𝗗𝗮𝗹 𝟭𝟵 𝗮𝗹 𝟮𝟭 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, La città, Ha accolto 𝗹’𝗮𝗻𝘁𝗲𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, la tre giorni che celebra la 𝗯𝗶𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮, 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲, e noi abbiamo parttecopato con picare. Dando il nostro contibuto al lavoro di SlowFood e del mondo del buon gusto e della qualità del cibo italiano di eccellenza. Al centro di 𝗔𝗻𝘁𝗲𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 la mostra mercato. Sono 150 i produttori, provenienti da Calabria, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, e animano le piazze e le strade del centro, tra via Margherita di Savoia, via Libertà, Affaccio Raf Vallone, piazza Vittorio Veneto e piazza del Cannone. Ampio e variegato il ventaglio di prodotti tra cui scegliere HOME PAGE BLOG
TuttoFood 2026

https://youtube.com/shorts/prTsC5CY0yE?si=1zrditaL8fSzndVU TuttoFood Hall in Corso Italia a Rho Fiera Milano ha sancito in modo netto il riconoscimento per una manifestazione che porta l’Italia in un comparto strategico come l’agroalimentare a competere con fiere di settore storicamente leader nel Mondo. Nel nuovo equilibrio economico globale, segnato da instabilità geopolitica e crescente, frammentazione dei mercati, è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione. In questo scenario, Tuttofood 2026 si conferma un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e per il Made in Italy, favorendo innovazione, relazioni e nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali”. Alleanze che aggregano risorse ed energie che si uniscono alla partnership. Maria Teresa Pellegrino ci spiega perché, per un’azienda come la nostra, é importante partecipare a questa fiera, come a quella di Anuga che abbiamo In curriculum. Sono fiere in cui il prodotto italiano di nicchia, viene proposto ai buyer stranieri in modo che possano comprendere l’importanza, oltre che del singolo prodotto, anche del territorio stesso “ Partecipare alle fiere di settore è estremamente importante. Lo è perchè per un’azienda come la nostra, che è fisicamente lontana dai suoi mercati elettivi, riconferma le proprie posizioni con i clienti inoltre ha l’occasione di far assaggiare la nuova produzione oltre che mostrare anche nuovi prodotti” (M.T. Pellegrino) Pellegrino 1890 non manca a TuttoFood edizione 2026. Vetrina internazionale. Necessaria se si vuole crescere di Redazione Quattro giorni in cui le istituzioni, l’industria, la distribuzione e la ristorazione di tutto il mondo discutono il futuro del food & beverage. HOME PAGE BLOG
TyPuglia per NooiiAgency

Allestimento realizzato dalla Agenzia di Interior Design NooiiAgency per Kasarreda Orci in ceramica TY Puglia, come riutilizzarli in modo creativo dopo l’uso, riducendo anche lo spreco. Gli orci in ceramica da 500 ml come il nostro Ty Puglia, o gli Orci Spiral, che contengono il nostro EVO non sono solo contenitori funzionali, ma veri e propri oggetti di design. Nelle immagini vediamo come lo studio di Architettura di interni Nooiiagency, per Kasarreda, li ha utilizzati come complementi di arredo. Una volta terminato l’olio, invece di buttarli, è possibile riciclarli in modo creativo, trasformandoli in elementi d’arredo unici e sostenibili. Dagli una seconda vita con idee semplici, originali ed ecologiche. Troppo belli per essere gettati. Una delle idee più affascinanti è trasformarli in basi per lampade. Grazie alla loro forma solida e armoniosa, si prestano perfettamente a diventare bellissime lampade ornamentali. Esistono oggi soluzioni già pronte che rendono estremamente facile questa operazione, capace di aggiungere carattere a qualsiasi ambiente. Possono essere utilizzati come vasi per fiori secchi o freschi, oppure semplicemente esposti come oggetti decorativi su mensole e tavoli. Le loro superfici, spesso decorate o smaltate, raccontano storie di territorio e tradizione, contribuendo a creare atmosfere calde e autentiche. HOME PAGE BLOG
Diario di un’Impresa in Fiera: Odissea nello Stand

foto di Maria Teresa Pellegrino, Mershad Ziaiemehr, Turan Ziaiemehr Diario di un’Impresa in Fiera. Creare uno stand può sembrare facile, ma cela un Odissea! di Maria Teresa Pellegrino Ecco il “dietro le quinte” del magico e decisamente faticoso, circo delle fiere. Prendi un caffè (ne avrai bisogno) e goditi questo viaggio tra olio, sudore e sogni di gloria. 1. Il Grande Dilemma: Dove andiamo? Tutto inizia mesi prima, davanti a una cartina geografica e un calendario. “Grande fiera internazionale per sentirci piccoli in un mare di giganti, o fiera di nicchia dove siamo i re del castello?“. Italia o estero? Se restiamo in Puglia giochiamo in casa, ma vuoi mettere il brivido di spiegare cos’è la Coratina a un distributore di Tokyo che parla solo attraverso il traduttore? 2. Stand o “Tutti Insieme Appassionatamente”? È il momento di guardare il portafoglio e piangere un po’. Stand individuale, dove possiamo sfoggiare il nostro orgoglio ribelle, o collettiva regionale? La collettiva costa meno e si fa gruppo, ma c’è sempre il rischio di finire tra il produttore di taralli e quello di mozzarelle, diventando l’aperitivo ufficiale del padiglione. 3. Depliants, Biglietti e… abbiamo dimenticato il nastro adesivo! Inizia la caccia ai materiali. Ristampiamo i depliant? Aggiorniamo i biglietti da visita? Ordiniamo quel gadget fichissimo che arriverà sicuramente il giorno dopo la fine della fiera? Prepariamo le “scatole magiche” con i campioni, pregando che il corriere non le trasformi in un puzzle di vetro e olio profumato. 4. Social: “Siamo fighissimi, venite a trovarci!” Dobbiamo convincere il mondo che siamo pronti. Scattiamo foto poetiche agli ulivi mentre noi siamo chiusi in ufficio con le occhiaie. Usiamo grafiche accattivanti per i post, taggando chiunque, nella speranza che il buyer dei nostri sogni ci metta un like tattico. 5. Logistica: Il brivido del BnB Prenotare l’albergo a sei mesi di distanza o sfidare la sorte con un BnB che dalle foto sembra una reggia e dal vivo è un sottoscala? Volo low cost con bagaglio a mano (impossibile con l’olio) o viaggio della speranza in auto, caricata come se stessimo traslocando l’intera azienda? 6. Giorno -1: Il Bodybuilding del Frantoiano Mentre i visitatori sognano degustazioni, noi siamo lì: jeans sporchi, braccia che tremano e scatoloni che sembrano pesare tonnellate. Le bottiglie di vetro sono bellissime, ma pesano come il piombo. Passiamo ore a spostare un tavolino di dieci centimetri per “trovare la luce giusta”. A fine giornata, l’unico “contatto” che abbiamo è quello tra la nostra schiena e il pavimento. 7. Inizia la danza: “Yes, this is bitter and pungent!” Il primo giorno vorresti solo dormire, ma scatta l’adrenalina. Ti infili la camicia di seta, le scarpe comode, sfoderi il sorriso migliore e rispolveri quell’inglese o tedesco che non usavi dai tempi del liceo. Spieghi la “vita dell’olio” a centinaia di persone, cercando di sembrare fresco anche se i piedi urlano vendetta. 8. Il dopofiera: Spritz e Strategie Otto ore in piedi. Un’ora per uscire dal parcheggio. Un’ora per arrivare in albergo. Ti butteresti sul letto, e invece… c’è la cena! Ti ritrovi con i colleghi veneti (che non vedevi dall’anno scorso) a confrontare i prezzi del vetro e le bizzarrie dei buyer. Se non sono i colleghi, sono i clienti. Il fegato chiede pietà, ma il networking è sacro. 9. Il “Gran Finale”: Tetris e Numeri Magici Finisce tutto. Smonti lo stand in tempo record come se fossi ai box della Ferrari. Cerchi di infilare tutto in auto, cercando il pass parcheggio che hai perso il secondo giorno. Ma sei felice: hai in mano un taccuino con 2.514.870 contatti (o quasi). Questa è la volta buona, il mercato cinese è ai nostri piedi! 10. Il Ritorno a Casa (ovvero: L’Inferno delle Mail) Torni a casa pensando di riposare, e invece trovi l’ufficio sommerso. Cinque giorni di assenza equivalgono a cinquemila problemi accumulati. Il telefono squilla, le bolle di consegna ti aspettano e il caffè è l’unica cosa che ti tiene in vita. 11. Il “Corteggiamento” del Buyer Tedesco Ora inizia il vero lavoro. Devi scrivere a tutti, uno per uno. Soprattutto a LUI, il Buyer Tedesco. Lo hai visto parlare con il siciliano e il toscano, e ora è guerra aperta. Non puoi scrivergli una mail standard: devi ricordargli che avete riso insieme di quel tappo difettoso, che il tuo amaro è più “ribelle” di quello degli altri. Chiami tutti per nome, sperando in una risposta… che forse arriverà giusto in tempo per la prossima fiera. E poi arriva l’amica di turno che ti dice: “Beata te che vai sempre in giro per fiere a divertirti!”.Sì, certo. Vuoi venire a scaricare gli scatoloni con me la prossima volta? HOME PAGE BLOG
Olio Capitale

Olio Capitale , un appuntamento da non mancare di Redazione Anche quest’anno la nostra azienda Pellegrino 1890 Partecipa con il suo stand alla Fiera, Olio Capitale. Ci troverete alla fiera di Trieste al Trieste Convention Center Porto Vecchio – Porto Vivo Viale Miramare, 24/2 Siamo qui: HALL 28 STAND N3 Da 18 edizioni Olio Capitale è il punto di riferimento per centinaia di produttori di Olio Extravergine di Oliva provenienti da tutte le regioni olivicole italiane e dall’estero, è la principale fiera specializzata dedicata agli Oli Extra Vergine in Italia, tipici e di qualità. Partecipiamo portando alcune novità. La linea 1890 body brand, creme per viso, mani e corpo a base di olio extravergine di oliva Non mancheranno i nostri Oli EVO come Il “Petraia” certificato biologico ed organico, la nostra linea di punta. “La Spineta”, DOP terra di Bari e il “Commensalia”, quest’ultimo adatto soprattutto per la cucina leggera e per condire pietti di pesce. Vi consigliamo inoltre di assaggiare i nostri aromatizzati Per finire agli orci Spiral o TY Puglia, da conservare e riciclare con fantasia. Possono trasformarsi in lampade o elementi di arredo. Consigliamo di utilizzare i nostri oli su tutti i vostri piatti per maggiori info : www.oliopellegrino.it HOME PAGE BLOG
Un giorno speciale, va ricordato con gusto!

La foto è puramente indicativa, abbiamo molte altre soluzioni da poter proporre Un giorno speciale, va ricordato con Gusto! Ci sono emozioni che si raccontano con le parole ed altre che si custodiscono nei sapori. Componi la tua “Celebration Bag” con i Sapori di Puglia Quando si organizza un momento speciale: un matrimonio, un battesimo, una comunione o una cresima, ogni dettaglio parla di voi, della vostra storia e di ciò che desiderate donare a chi condivide la vostra gioia. di Redazione Per questo nasce l’idea di una “Celebration favor Bag” che non sia solo un ricordo, ma un’esperienza autentica. Un piccolo scrigno di gusto, capace di raccontare un territorio, una tradizione e una cultura millenaria. Tra le eccellenze che meglio rappresentano questo spirito abbiamo creato lee nostre “bomboniere” Pellegrino 1890, un’azienda che da oltre un secolo produce olio extravergine di oliva di altissima qualità. Una realtà antica e al tempo stesso profondamente moderna, capace di unire il rispetto per la tradizione con l’innovazione tecnologica e la cura meticolosa di ogni fase produttiva. Le numerose certificazioni ottenute testimoniano un impegno costante verso l’eccellenza: dalla selezione delle olive alla spremitura, fino al confezionamento finale. Ogni bottiglia racchiude profumi intensi, equilibrio perfetto e un carattere che parla chiaramente della terra da cui nasce. Scegliere un olio extravergine di qualità come dono significa offrire qualcosa di vivo, autentico, quotidiano e prezioso allo stesso tempo. È un regalo che non resta fermo su una mensola, ma entra nelle case, nelle cucine, nei momenti condivisi. È un gesto che accompagna i ricordi e li rende parte della vita di ogni giorno. In fondo, l’amore, quello vero, passa anche dalla tavola. Si esprime nei sapori, nei profumi, nelle piccole attenzioni che scaldano il cuore. Regalare un olio evo pregiato ai propri ospiti significa dire “grazie” in modo sincero, coinvolgente e memorabile. Donare bomboniere gastronomiche, eleganti e raffinate, perfette per ogni ricorrenza. Significa donare un’esperienza sensoriale.Significa raccontare un territorio.Significa condividere un’emozione. E quando un dono riesce a parlare al cuore, resta per sempre. HOME PAGE BLOG
L’importanza del dialogo tra turismo e risorse agroalimentari

Immagine presa dal Web. (invitiamo l’autore a contattarci per la necessaria accreditazione) L’importanza del dialogo tra turismo e risorse agroalimentari Un racconto autentico di come turismo e agroalimentare, quando dialogano, diventano una filiera economica e culturale capace di generare valore duraturo, trattenere ricchezza nei territori e costruire futuro per le comunità pugliesi. di Antonio Pistillo Ringraziamo Rete del Mediterraneo per la gentile concessione Il Mediterraneo non è solo un mare, è un respiro antico che unisce terre, popoli, saperi e sapori. È il rumore del vento tra gli ulivi, il gesto lento di chi coltiva, il silenzio delle masserie all’alba, il profumo del pane e dell’olio nuovo che raccontano storie prima ancora di essere assaggiati. In questo spazio di civiltà, il comparto turistico e quello agroalimentare rappresentano oggi una delle più grandi opportunità economiche della Puglia, a condizione che smettano di procedere come binari separati. Il principio è semplice quanto potente: l’agricoltura genera valore, il turismo lo moltiplica. L’una produce identità, l’altro la trasforma in esperienza vissuta. Una filiera che genera valoreQuando queste due economie dialogano, si crea una filiera solida capace di: Trattenere ricchezza direttamente sul territorio Generare occupazione stabile, superando la logica del precariato. Contrastare lo spopolamento delle aree rurali, ridando vita ai borghi In questa visione, l’olio extravergine non è solo un prodotto da scaffale, ma un patrimonio che attiva visite, degustazioni e narrazione; il vino diventa paesaggio e relazione; la ristorazione si trasforma nel primo avamposto di valorizzazione delle produzioni locali. “Il viaggio evolve così in un’esperienza consapevole: l’ospite spende di più, resta più a lungo e crea legami duraturi con la terra che lo ospita.” Un futuro per le nuove generazioniQuesto modello di sviluppo non consuma risorse, ma le rigenera. Restituisce dignità al lavoro agricolo e rende il turismo protagonista di un’economia sostenibile e radicata. È una visione che parla direttamente ai giovani, offrendo loro non solo lavori stagionali, ma prospettive professionali legate alla qualità, alla cultura e all’innovazione dei mestieri tradizionali. La Puglia chiede oggi un’economia che abbia anima, capace di coniugare redditività e identità, mercato e comunità, impresa e paesaggio. Non si tratta di nostalgia del passato, ma di un progetto concreto in cui turismo e agroalimentare camminano insieme. Perché la Puglia non è una risorsa da sfruttare fino all’esaurimento: la Puglia si coltiva, si accoglie e si vive. Immagine dal Web (invitiamo l’autore a contattarci per la relativa segnalazione) HOME PAGE BLOG
L’Oro Verde sulla Pelle: Il Futuro dell’Oleoturismo tra Benessere e Strategia

L’Oro Verde sulla Pelle: Il Futuro dell’Oleoturismo tra Benessere e Strategia La nostra Azienda ha partecipato al convegno “OLIO È BENESSERE” promosso da Città dell’Olio e Puglia promozione. promuovendo una prospettiva contemporanea sull’olio extravergine di oliva, presentandolo come ingrediente capace di estendere il suo valore ben oltre la tavola. Di Redazione ad EVOLIO Expo 2026, il tema del benessere è stato declinato come un’esperienza che coinvolge corpo, mente e territorio, con un focus particolare sull’EVO made in Puglia, tra proprietà nutrizionali, antiossidanti e applicazioni cosmetiche. Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza che l’olio non è solo un prodotto della tradizione, ma un ponte tra storia e innovazione: un elemento che può essere al centro di nuovi modelli di sviluppo, in cui salute, bellezza e sostenibilità si intrecciano. Le storie di successo presentate hanno raccontato esempi concreti di come l’olio possa trasformarsi in strumento di cura e bellezza. La dimostrazione pratica di massaggio a cura di Maria Marzano dell’Accademia di Estetica Total Look di Andria, realizzata con le creme viso e corpo della Pellegrino 1890, ha mostrato come l’olio possa diventare ingrediente di trattamenti estetici, confermando la sua versatilità e la sua capacità di essere al centro di un’offerta wellness autentica. Quando pensiamo all’Olio Extravergine d’Oliva, la nostra mente corre subito alla tavola: una fetta di pane caldo, il profumo dell’erba tagliata, il sapore della nostra terra. L’olio EVO ha anche una seconda vita, un’anima che non nutriamo con la bocca, ma attraverso la pelle. Per la Pellegrino 1890, era presente all’incontro Maria Teresa Pellegrino, Founder della stessa Azienda, che con il suo intervento ha sottolineato che: “Parliamo di cosmetica d’eccellenza e di come questa possa diventare il volano di un oleoturismo moderno, capace di trasformare un’azienda agricola in una destinazione del desiderio. Perché l’olio EVO funziona nel beauty? Non è solo marketing, è biochimica. L’olio EVO è un concentrato di polifenoli, vitamina E e squalene, sostanze che combattono l’invecchiamento e riparano la barriera cutanea. A differenza di molti ingredienti sintetici, l’olio EVO ha un’affinità naturale con il nostro sebo. Usare una crema all’olio EVO significa offrire un “elisir di giovinezza” che affonda le radici nella tradizione millenaria del Mediterraneo. Non stiamo vendendo solo una crema; stiamo vendendo salute e autenticità. La mia idea di oleoturismo non può più limitarsi alla degustazione nel bicchierino di plastica. Il turista di oggi cerca il benessere totale. Immaginate l’impatto di un’experience che unisca: Un massaggio tra gli ulivi con olio tiepido. Un laboratorio di creazione di un balsamo naturale. Il racconto del legame tra la cura dell’albero e la cura di sé. Queste attività aumentano il valore percepito del brand e creano un legame emotivo indissolubile. Chi prova il benessere dell’olio sulla propria pelle non dimenticherà mai l’azienda che glielo ha fatto scoprire. Tuttavia, dobbiamo essere onesti. Esiste un divario tra questo potenziale enorme e la realtà dei fatti. La mia personale difficoltà nel proporre experience di questo tipo, che comunque mi accomunano a tante altre aziende, risiede nel trasformare questa visione in business concreto per due motivi principali: Mancanza di Know-how Turistico: Saper produrre un olio da 95 punti sulla guida non significa saper accogliere un turista. Il turismo richiede competenze di marketing, gestione dell’accoglienza, lingue straniere e storytelling. Molti produttori parlano ancora il linguaggio dell’agricoltura, mentre il turista parla il linguaggio dell’emozione. Frammentazione e Carenza di Programmazione: Un’azienda, da sola, non può essere una destinazione. Qui emerge il limite della programmazione territoriale, sia a livello locale che regionale. Spesso mancano percorsi segnalati, pacchetti integrati e una visione strategica che metta l’oleoturismo al centro dell’agenda politica e promozionale. Senza una rete, l’eccellenza rimane isolata e difficile da vendere.E quindi spesso le mie proposte di experience, soprattutto quelle più “ardite” come il “body care” non hanno sempre i risultati sperati. Anche perché richiedono professionalità non presenti in azienda, come in questo caso un terapista del benessere. In conclusione, la cosmetica a base di olio EVO e le esperienze di benessere sono la chiave per destagionalizzare il turismo e aumentare i margini di profitto delle aziende agricole. Ma per vincere questa sfida, dobbiamo passare dall’improvvisazione alla programmazione. Le aziende devono investire in formazione e le istituzioni devono smettere di considerare l’olio solo come un prodotto alimentare, iniziando a vederlo come il pilastro di un’offerta turistica integrata. L’olio EVO è il nostro oro. È tempo di smettere di usarlo solo per condire e iniziare a usarlo per brillare sul mercato globale del turismo esperienziale. HOME PAGE BLOG
Coratina, la varietà olivicola che rompe gli schemi

Coratina, la varietà olivicola che rompe gli schemi Un viaggio intorno ad una delle cultivar per eccellenza del patrimonio olivicolo italiano, capace di produrre un olio straordinario, con il cuore nella Puglia e la visione nel mondo © L’Olivo News (https://olivonews.it/) C’è un’isola felice nel panorama dell’olivicoltura italiana, è in Puglia tra le provincia di Bari, Barletta, Andria e Trani, un’isola coperta da milioni di olivi della varietà Coratina, che prende il nome da una città, Corato, intorno alla quale vivono da secoli milioni e milioni di olivi di questa varietà straordinaria legata al tempo ma pronta a vivere il futuro. La Pianta Madre Lungo la strada da Corato ad Andria, a un certo punto, sulla sinistra appare maestosa la Pianta Madre della Coratina, alta circa 20 metri, con una circonferenza di 10; non è sola, intorno ha tanti giovani olivi. Domina il paesaggio con la rigogliosità e la ricchezza dei suoi rami, caratteristici della cultivar. Nei secoli il suo tronco ha perso la compattezza e si è diviso in quattro branche che ogni anno si caricano di frutti fino alla cima a conferma dell’altissima produttività della Coratina. L’età della pianta non è documentata, quindi è impossibile determinarla con precisione. Tuttavia, confrontandola con altre piante menzionate in documenti storici, gli studiosi hanno stimato che l’olivo di Corato, l’orto di Getsemani e la Valle dei Templi di Agrigento siano coetanee Di conseguenza la Pianta Madre della Coratina dovrebbe avere almeno mille anni, ma il primo a parlarne fu nel 1883 Girolamo Caruso, agronomo, professore e Rettore della Regia Facoltà di Agraria di Pisa, nella monografia “Dell’ulivo”. Da Corato a Coratina Milioni di olivi di Coratina popolano oggi le province di Bari, Barletta, Andria e Trani. Olivi sfuggiti alla Xylella, batterio dal quale si stanno comunque difendendo perché dopo aver distrutto l’olivicoltura salentina, sta risalendo la Puglia: “Abbiamo bisogno di sinergia tra gli olivicoltori” – spiega Biagio Tedone, giovane agronomo e olivicoltore di Ruvo di Puglia – “i monitoraggi costanti stanno dimostrando che la Xylella è ancora presente e dobbiamo reagire tempestivamente attuando tutti insieme le pratiche agricole necessarie, altrimenti…”. Una terra questa dove per troppo tempo, dall’olivo si è preso l’olio che veniva, sfruttando commercialmente le caratteristiche della varietà, il carattere di amaro e piccante, ricercati in altre regioni per dare forza a oli che non ne avevano. Per troppo tempo si è coltivata una tradizione che, per dirla con Gustav Mahler, era “…culto delle ceneri, piuttosto che custodia del fuoco”. Ora all’indolenza si è sostituito l’attivismo, alla staticità l’innovazione. Gli studi e la conoscenza stanno dando energia a nuova a giovani olivicoltori, stimolati dalle straordinarie caratteristiche della Coratina e dell’olio che se ne può ottenere. Un olio straordinario “La Coratina è la varietà in assoluto più coltivata in Italia – spiega Barbara Alfei, curatrice e anima della Rassegna Nazionale degli Oli Monovarietali -. “Offre un olio molto ricco sia di acido oleico che di polifenoli; fruttato medio/intenso, dal carattere deciso, con sentori freschi di mandorla e carciofo. La produttività è elevata e costante, l’invaiatura tardiva e scalare, dall’apice. Grazie all’impegno di olivicoltori che hanno abbandonato le consuetudini per dare fiducia alla varietà, oggi si estrae un olio straordinario”. Risultati così straordinari che da tempo ormai gran parte dell’Italia olivicola, penalizzata da un sistema colturale frammentato e in progressivo abbandono, si approvvigiona nel nord della Puglia acquistando olive spesso a prezzi molto elevati, al punto che molti olivicoltori pugliesi non pensano più all’olio, avendo trovato molto più conveniente la vendita delle olive. Insomma, da olivicoltori a frutticoltori, lasciano ad altri il ‘problema’ dell’olio, che in realtà è un ‘tesoro’. Ma c’è chi guarda lontano e non acquista olive, ma pianta olivi, non solo in Puglia, anche in altri Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo HOME PAGE BLOG
