L’IA come compagna di viaggio

Intelligenze al femminile nell’IA: la storia di Maria Teresa Pellegrino Per Maria Teresa Pellegrino, imprenditrice olearia di Andria e titolare dell’azienda familiare Pellegrino 1890 srl, innovare non significa abbandonare la tradizione, ma trovare nuovi strumenti per valorizzarla. di Fondazione Mondo Digitale È con questo spirito che ha partecipato al progetto Intelligenze al femminile nell’IA: competenze per imprenditrici e professioniste, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS e finanziato dal Centre for Public Impact nell’ambito del Google.org AI Opportunity Fund [leggi la notizia Una comunità che aiuta le donne]. A distanza di alcuni mesi dalla conclusione del percorso formativo, Maria Teresa continua a usare quotidianamente le competenze acquisite grazie al corso Google AI Essentials, trasformando l’intelligenza artificiale in uno strumento concreto a supporto della sua attività imprenditoriale. Un percorso di apprendimento che continua La curiosità verso l’innovazione accompagna Maria Teresa da molti anni. Il suo percorso di formazione digitale è iniziato nel 2016 proprio grazie alle iniziative promosse da Google in collaborazione con il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Bari. Da allora ha continuato ad aggiornarsi, seguendo l’evoluzione degli strumenti digitali e cogliendo le opportunità offerte dalla formazione. “Mi sono sempre trovata bene. Mi piace il fatto che propongano strumenti accessibili, spiegati in modo semplice. Non ho mai avuto la sensazione che fossero cose troppo complicate o lontane dalla mia realtà”. Quando ha scoperto il progetto “Intelligenze al femminile nell’IA: competenze per imprenditrici e professioniste”, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, ha deciso di partecipare senza esitazioni. “Ho trovato il corso facilissimo, divertente e molto utile”.  Tra i principali benefici che Maria Teresa riconosce all’utilizzo dell’intelligenza artificiale c’è la possibilità di lavorare con maggiore autonomia. Uno degli esempi più significativi riguarda l’organizzazione di un evento aziendale. Grazie a Google Gemini, è riuscita a progettare il programma in pochissimo tempo. “Mi è bastato chiedere supporto all’intelligenza artificiale e in cinque minuti avevo già una struttura completa. L’evento è stato un successo enorme”. L’IA è diventata anche uno strumento quotidiano per la comunicazione della sua azienda. Oggi Maria Teresa gestisce in autonomia molte attività di marketing che in passato avrebbe affidato all’esterno. “Non mi rivolgo a un’agenzia di comunicazione da un’infinità di tempo perché lo faccio meglio io”.  Un risultato che si traduce non solo in un risparmio economico, ma anche nella possibilità di controllare direttamente il racconto del proprio brand e dei valori che rappresenta. Uno degli usi più frequenti dell’intelligenza artificiale riguarda la revisione dei contenuti destinati ai social media, alle fiere e ai materiali promozionali. Nel tempo Maria Teresa ha definito per la sua azienda due archetipi di riferimento, il Ribelle e l’Angelo Custode, e usa Gemini per verificare che ogni testo sia coerente con questa identità. “Quando scrivo qualcosa, faccio sempre una verifica. Voglio che la comunicazione mantenga la stessa personalità in ogni contesto”. L’efficacia di questo lavoro è stata riconosciuta anche da professionisti del settore. Durante una fiera a Milano, diversi esperti di comunicazione si sono complimentati con lei per la coerenza e l’organicità dei contenuti aziendali. Un nuovo progetto tra tradizione e innovazione L’attenzione di Maria Teresa per la comunicazione e la valorizzazione del territorio si riflette anche in un progetto a cui sta lavorando da tempo: un libro di ricette dedicato all’olio e alle sue molteplici applicazioni in cucina. La pubblicazione, prevista entro la fine dell’anno, nasce dalla collaborazione con ristoratori e appassionati e ha l’obiettivo di raccontare il prodotto attraverso le esperienze e la cultura gastronomica del territorio. Per la stesura dei contenuti Maria Teresa ha scelto di affidarsi principalmente alla propria esperienza e alle persone coinvolte nel progetto. Ma non esclude che l’intelligenza artificiale possa avere un ruolo nelle fasi successive. “Per scrivere il libro non ho usato l’intelligenza artificiale. Però quando arriverà il momento di promuoverlo, mi darà sicuramente una mano”.Anche in questo caso, l’IA viene vista come uno strumento di supporto, da utilizzare quando serve, senza sostituire la creatività, le competenze e le relazioni che stanno alla base del progetto. Oltre i testi: esplorare nuove opportunità dell’IA Oggi Maria Teresa utilizza Google Gemini soprattutto per la scrittura e la revisione dei contenuti della sua azienda. Nel tempo ha costruito un dialogo efficace con lo strumento, che conosce già il tono di voce del brand e i riferimenti che guidano la comunicazione aziendale. Proprio per questo sente di essere pronta a fare un passo in più. “Con i testi ormai mi trovo molto bene. Mi piacerebbe frequentare un nuovo corso per capire quante altre opportunità offre l’intelligenza artificiale generativa”. Tra gli aspetti che vorrebbe approfondire ci sono anche le immagini generate dall’intelligenza artificiale. Non tanto perché le utilizzi già nel suo lavoro, quanto perché considera importante comprenderne potenzialità e limiti. In un contesto in cui contenuti sintetici e immagini realistiche sono sempre più diffusi, sviluppare la capacità di riconoscerli rappresenta una competenza sempre più importante. “Nel lavoro serve per capire quello che ti viene proposto e per non essere presi in giro. Ma vale anche nella vita privata: bisogna imparare a riconoscere ciò che è reale e ciò che non lo è”. Per questo continua a guardare con interesse a nuove opportunità formative che le permettano di comprendere meglio l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e i suoi possibili utilizzi. Una compagna di viaggio per il futuro Nata negli anni Sessanta, Maria Teresa osserva l’intelligenza artificiale con la prospettiva di chi ha attraversato diverse rivoluzioni tecnologiche. Ha visto arrivare il telefono nelle case, poi il computer, Internet e gli smartphone. Per questo guarda all’IA senza particolari timori. “Siamo passati da un mondo senza telefoni cellulari all’intelligenza artificiale. Perché dovremmo averne paura?”Per Maria Teresa, ogni innovazione porta con sé dubbi e resistenze iniziali. La differenza, però, la fanno la conoscenza e la capacità di sperimentare. È questo il valore che riconosce alla formazione: offrire gli strumenti per comprendere il cambiamento invece di subirlo.Oggi considera l’IA una risorsa che le permette di lavorare con maggiore autonomia e consapevolezza, senza sostituire la sua esperienza o il suo giudizio. “Per me è una compagna di viaggio. Mi aiuta, mi supporta, ma resto sempre io a decidere”. HOME PAGE BLOG

Slow Food Terra Madre Tropea

È stato un bellissimo appuntamento Quello organizzato da Slow Food Per l’Anteprima di Terramadre. È stato un interessantissimo appuntamento e molto ben organizzato, Quello proposto da 𝗦𝗹𝗼𝘄 𝗙𝗼𝗼𝗱 𝗣𝗲𝗿 𝗹’𝗔𝗻𝘁𝗲𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮𝗺𝗮𝗱𝗿𝗲.  Un’occasione di incontro Tra produttori E 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 Che visitavano 𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗹𝗲𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮. L’interesse verso la nostra Unicità come territorio Ci ha riempito il cuore. 𝗗𝗮𝗹 𝟭𝟵 𝗮𝗹 𝟮𝟭 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, La città, Ha accolto 𝗹’𝗮𝗻𝘁𝗲𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, la tre giorni che celebra la 𝗯𝗶𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮, 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲, e noi abbiamo parttecopato con picare. Dando il nostro contibuto al lavoro di SlowFood e del mondo del buon gusto e della qualità del cibo italiano di eccellenza. Al centro di 𝗔𝗻𝘁𝗲𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 la mostra mercato. Sono 150 i produttori, provenienti da Calabria, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, e animano le piazze e le strade del centro, tra via Margherita di Savoia, via Libertà, Affaccio Raf Vallone, piazza Vittorio Veneto e piazza del Cannone. Ampio e variegato il ventaglio di prodotti tra cui scegliere HOME PAGE BLOG

Un giorno speciale, va ricordato con gusto!

La foto è puramente indicativa, abbiamo molte altre soluzioni da poter proporre Un giorno speciale, va ricordato con Gusto! Ci sono emozioni che si raccontano con le parole ed altre che si custodiscono nei sapori. Componi la tua “Celebration Bag” con i Sapori di Puglia Quando si organizza un momento speciale: un matrimonio, un battesimo, una comunione o una cresima, ogni dettaglio parla di voi, della vostra storia e di ciò che desiderate donare a chi condivide la vostra gioia. di Redazione   Per questo nasce l’idea di una “Celebration favor Bag” che non sia solo un ricordo, ma un’esperienza autentica. Un piccolo scrigno di gusto, capace di raccontare un territorio, una tradizione e una cultura millenaria. Tra le eccellenze che meglio rappresentano questo spirito abbiamo creato lee nostre “bomboniere” Pellegrino 1890, un’azienda che da oltre un secolo produce olio extravergine di oliva di altissima qualità. Una realtà antica e al tempo stesso profondamente moderna, capace di unire il rispetto per la tradizione con l’innovazione tecnologica e la cura meticolosa di ogni fase produttiva. Le numerose certificazioni ottenute testimoniano un impegno costante verso l’eccellenza: dalla selezione delle olive alla spremitura, fino al confezionamento finale. Ogni bottiglia racchiude profumi intensi, equilibrio perfetto e un carattere che parla chiaramente della terra da cui nasce. Scegliere un olio extravergine di qualità come dono significa offrire qualcosa di vivo, autentico, quotidiano e prezioso allo stesso tempo. È un regalo che non resta fermo su una mensola, ma entra nelle case, nelle cucine, nei momenti condivisi. È un gesto che accompagna i ricordi e li rende parte della vita di ogni giorno. In fondo, l’amore, quello vero, passa anche dalla tavola. Si esprime nei sapori, nei profumi, nelle piccole attenzioni che scaldano il cuore. Regalare un olio evo pregiato ai propri ospiti significa dire “grazie” in modo sincero, coinvolgente e memorabile. Donare bomboniere gastronomiche, eleganti e raffinate, perfette per ogni ricorrenza. Significa donare un’esperienza sensoriale.Significa raccontare un territorio.Significa condividere un’emozione. E quando un dono riesce a parlare al cuore, resta per sempre. HOME PAGE BLOG

L’importanza del dialogo tra turismo e risorse agroalimentari

Immagine presa dal Web. (invitiamo l’autore a contattarci per la necessaria accreditazione) L’importanza del dialogo tra turismo e risorse agroalimentari Un racconto autentico di come turismo e agroalimentare, quando dialogano, diventano una filiera economica e culturale capace di generare valore duraturo, trattenere ricchezza nei territori e costruire futuro per le comunità pugliesi. di Antonio Pistillo Ringraziamo Rete del Mediterraneo per la gentile concessione Il Mediterraneo non è solo un mare, è un respiro antico che unisce terre, popoli, saperi e sapori. È il rumore del vento tra gli ulivi, il gesto lento di chi coltiva, il silenzio delle masserie all’alba, il profumo del pane e dell’olio nuovo che raccontano storie prima ancora di essere assaggiati. In questo spazio di civiltà, il comparto turistico e quello agroalimentare rappresentano oggi una delle più grandi opportunità economiche della Puglia, a condizione che smettano di procedere come binari separati. Il principio è semplice quanto potente: l’agricoltura genera valore, il turismo lo moltiplica. L’una produce identità, l’altro la trasforma in esperienza vissuta. Una filiera che genera valoreQuando queste due economie dialogano, si crea una filiera solida capace di: Trattenere ricchezza direttamente sul territorio Generare occupazione stabile, superando la logica del precariato. Contrastare lo spopolamento delle aree rurali, ridando vita ai borghi In questa visione, l’olio extravergine non è solo un prodotto da scaffale, ma un patrimonio che attiva visite, degustazioni e narrazione; il vino diventa paesaggio e relazione; la ristorazione si trasforma nel primo avamposto di valorizzazione delle produzioni locali. “Il viaggio evolve così in un’esperienza consapevole: l’ospite spende di più, resta più a lungo e crea legami duraturi con la terra che lo ospita.” Un futuro per le nuove generazioniQuesto modello di sviluppo non consuma risorse, ma le rigenera. Restituisce dignità al lavoro agricolo e rende il turismo protagonista di un’economia sostenibile e radicata. È una visione che parla direttamente ai giovani, offrendo loro non solo lavori stagionali, ma prospettive professionali legate alla qualità, alla cultura e all’innovazione dei mestieri tradizionali. La Puglia chiede oggi un’economia che abbia anima, capace di coniugare redditività e identità, mercato e comunità, impresa e paesaggio. Non si tratta di nostalgia del passato, ma di un progetto concreto in cui turismo e agroalimentare camminano insieme. Perché la Puglia non è una risorsa da sfruttare fino all’esaurimento: la Puglia si coltiva, si accoglie e si vive.   Immagine dal Web (invitiamo l’autore a contattarci per la relativa segnalazione)   HOME PAGE BLOG

Coratina, la varietà olivicola che rompe gli schemi

Coratina, la varietà olivicola che rompe gli schemi Un viaggio intorno ad una delle cultivar per eccellenza del patrimonio olivicolo italiano, capace di produrre un olio straordinario, con il cuore nella Puglia e la visione nel mondo © L’Olivo News (https://olivonews.it/)   C’è un’isola felice nel panorama dell’olivicoltura italiana, è in Puglia tra le provincia di Bari, Barletta, Andria e Trani, un’isola coperta da milioni di olivi della varietà Coratina, che prende il nome da una città, Corato, intorno alla quale vivono da secoli milioni e milioni di olivi di questa varietà straordinaria legata al tempo ma pronta a vivere il futuro. La Pianta Madre Lungo la strada da Corato ad Andria, a un certo punto, sulla sinistra appare maestosa la Pianta Madre della Coratina, alta circa 20 metri, con una circonferenza di 10; non è sola, intorno ha tanti giovani olivi. Domina il paesaggio con la rigogliosità e la ricchezza dei suoi rami, caratteristici della cultivar. Nei secoli il suo tronco ha perso la compattezza e si è diviso in quattro branche che ogni anno si caricano di frutti fino alla cima a conferma dell’altissima produttività della Coratina. L’età della pianta non è documentata, quindi è impossibile determinarla con precisione. Tuttavia, confrontandola con altre piante menzionate in documenti storici, gli studiosi hanno stimato che l’olivo di Corato, l’orto di Getsemani e la Valle dei Templi di Agrigento siano coetanee Di conseguenza la Pianta Madre della Coratina dovrebbe avere almeno mille anni, ma il primo a parlarne fu nel 1883 Girolamo Caruso, agronomo, professore e Rettore della Regia Facoltà di Agraria di Pisa, nella monografia “Dell’ulivo”. Da Corato a Coratina Milioni di olivi di Coratina popolano oggi le province di Bari, Barletta, Andria e Trani. Olivi sfuggiti alla Xylella, batterio dal quale si stanno comunque difendendo perché dopo aver distrutto l’olivicoltura salentina, sta risalendo la Puglia: “Abbiamo bisogno di sinergia tra gli olivicoltori” – spiega Biagio Tedone, giovane agronomo e olivicoltore di Ruvo di Puglia – “i monitoraggi costanti stanno dimostrando che la Xylella è ancora presente e dobbiamo reagire tempestivamente attuando tutti insieme le pratiche agricole necessarie, altrimenti…”. Una terra questa dove per troppo tempo, dall’olivo si è preso l’olio che veniva, sfruttando commercialmente le caratteristiche della varietà, il carattere di amaro e piccante, ricercati in altre regioni per dare forza a oli che non ne avevano. Per troppo tempo si è coltivata una tradizione che, per dirla con Gustav Mahler, era “…culto delle ceneri, piuttosto che custodia del fuoco”. Ora all’indolenza si è sostituito l’attivismo, alla staticità l’innovazione. Gli studi e la conoscenza stanno dando energia a nuova a giovani olivicoltori, stimolati dalle straordinarie caratteristiche della Coratina e dell’olio che se ne può ottenere. Un olio straordinario “La Coratina è la varietà in assoluto più coltivata in Italia – spiega Barbara Alfei, curatrice e anima della Rassegna Nazionale degli Oli Monovarietali -. “Offre un olio molto ricco sia di acido oleico che di polifenoli; fruttato medio/intenso, dal carattere deciso, con sentori freschi di mandorla e carciofo. La produttività è elevata e costante, l’invaiatura tardiva e scalare, dall’apice. Grazie all’impegno di olivicoltori che hanno abbandonato le consuetudini per dare fiducia alla varietà, oggi si estrae un olio straordinario”. Risultati così straordinari che da tempo ormai gran parte dell’Italia olivicola, penalizzata da un sistema colturale frammentato e in progressivo abbandono, si approvvigiona nel nord della Puglia acquistando olive spesso a prezzi molto elevati, al punto che molti olivicoltori pugliesi non pensano più all’olio, avendo trovato molto più conveniente la vendita delle olive. Insomma, da olivicoltori a frutticoltori, lasciano ad altri il ‘problema’ dell’olio, che in realtà è un ‘tesoro’. Ma c’è chi guarda lontano e non acquista olive, ma pianta olivi, non solo in Puglia, anche in altri Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo HOME PAGE BLOG

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